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I decessi tra i ciclisti sono in aumento, calano quelli sulle strade

I decessi tra i ciclisti sono in aumento, calano quelli sulle strade

Ogni anno, prima dell’esodo estivo l’Aci-Istat emana un rapporto relativo ai decessi sulle strade che quest’anno registrano un calo, sebbene il numero di incidenti sia rimasto invariato. Se nel 2018 le vittime erano 3.334, quest’anno sono 3.176 e scende anche il numero dei feriti. Aumentano però purtroppo i morti tra i ciclisti.

Rispetto agli altri paesi europei in cui si registra una diminuzione delle vittime da strada del 2,3%, l’Italia sta raggiungendo dei buoni risultati con la sua percentuale di diminuzione pari al 4,8%. Il problema oggi però sono i decessi di chi utilizza forme di mobilità sostenibile per muoversi in città.

Secondo Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, fino a che mancheranno regole ben precise da rispettare e percorsi ed infrastrutture dedicate alla mobilità dolce saremo costretti a piangere tante persone. Il 2019 vede un aumento del 15,5% di vittime su bici rispetto al 2018. Anche nella categoria dei motociclisti c’è un aumento delle vittime; diminuisce invece il numero di vittime tra i pedoni e di chi guida mezzi per il trasporto merci.

Il luogo in cui i sinistri si verificano maggiormente sono sicuramente le città; il maggior numero di decessi si verifica nella fascia di età tra i 40 e i 54 anni; segue la fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Per quanto riguarda le motivazioni, purtroppo quelle non cambiano: distrazione, velocità elevata, mancato rispetto della precedenza o di un semaforo rosso (queste cause corrispondo al 38,2% dei sinistri totali del 2019).

L’Aci-Istat ha poi analizzato i primi mesi di questo 2020 e ovviamente la situazione è ben diversa: il lockdown a causa del coronavirus e la riduzione della mobilità delle persone, ha permesso di ridurre gli incidenti e i decessi stradali con punte fino al 90% nel mese di aprile.